Georges Simenon, Il Clan dei Mahé

“Soprattutto quando aveva bevuto un po più del solito, gli sembrava di essere stato ingannato, di essere vittima di un oscuro complotto ordito contro di lui sin dall’inizio”

Simenon, Il Clan dei MahéNoto soprattutto per i noir e per l’invenzione del commissario Maigret, il belga Georges Simenon (1903 – 1989) è stato uno dei più prolifici scrittori del novecento, e la sua opera è da annoverare a pieno diritto tra le più importanti della letteratura di lingua francese del secolo scorso.

Il Clan dei Mahé, scritto nel 1945, è un romanzo psicologico, ma anche un ritratto della tradizionale famiglia borghese della provincia francese. Critico, ironico, e non privo di risvolti drammatici.

Il protagonista, Francois Mahé, è un trentacinquenne e affermato medico di una cittadina di provincia del profondo nord francese. Benestante, stimato, perfettamente inserito nella società e nella vita.

Quando decide di passare la vacanze a Porquerolles con la sua famiglia molto perbene, non immagina che la frequentazione di quest’isola mediterranea (che Simenon amava e frequentava ossessivamente) finirà con il mettere in moto un processo di disgregazione delle sue certezze.

Fuori dal suo ambiente e dalle sue piccole incombenze quotidiane, Mahé si rende conto che la sua vita è frutto di scelte fatte sempre da altri, soprattutto dalla madre.

Libertà contro responsabilità, il conflitto inizia a logorare la psiche di Mahé, che non può più vivere come prima ma non riesce neppure a decidersi a una svolta che è sentita come troppo radicale. Il dottore si trova di fronte all’ultima occasione per cambiare la sua vita, ma esita, dentro di se cerca disperatamente il coraggio di fare ciò che sente come necessario.

Simenon a Porquerolles
Simenon a Porquerolles
Come molti libri di Simenon, Il Clan dei Mahé è un libro che si lascia letteralmente divorare nello spazio di di un pomeriggio, o di un viaggio in treno. Splendide le descrizioni dell’isola di Porquerolles. Mentre Simenon racconta ci sembra di essere li sulla Place d’Armes in mezzo ai giocatori di petanque, con in mano un bicchiere di pastis. E all’ultima pagina, abbiamo già nostalgia di Porquerolles, della polvere e del sole. Anche se non ci siamo mai stati.