Camilleri, La gita a Tindari

“I romanzi gialli, da una certa critica e da certi cattedratici, o aspiranti tali, sono considerati un genere minore, tant’è vero che nelle storie serie della letteratura manco compaiono. E a te che te ne fotte? Vuoi trasìre nella storia della letteratura con Dante e Manzoni?”

Andrea Camilleri, La gita a Tindari, Sellerio

Camilleri, La gita a Tindari
Camilleri, La gita a Tindari
Un giovane viene ucciso davanti al portone di casa, due anziani coniugi, residenti nello stesso palazzo, scompaiono misteriosamente dopo una gita domenicale a Tindari – lo splendido paesino, in provincia di Messina, sede del Santuario della Madonna Nera, nonché di importanti scavi archeologici.

Montalbano indaga e, grazie anche alle abilità informatiche di Catarella, riesce a stabilire un legame tra i due eventi e a smascherare una pericolosa organizzazione criminale. Nel frattempo: Mimì Augello (il vice di Montalbano) medita di trasferirsi a Pavia per amore, ma Montalbano riesce a sventare l’amore e il trasferimento, presentandogli la bella Beatrice; ricompare Ingrid – che, forse, passa una notte d’amore con l’ispettore. Forse.

Divertente e di piacevole lettura, scritto in un frizzante sicitaliano, ambientato in una Sicilia succulenta (come i piatti della cammarera Adelina) e, a tratti, di una bellezza selvaggia.

Però qualche aspetto della trama non convince del tutto – in particolare non è del tutto chiara la ragione del triplice omicidio (in fondo Nenè e il dottore si conoscevano già): certo, la posta in palio era altissima e, forse, nella vita vera si uccide anche per meno. Magistrali i dialoghi tra Montalbano e il vecchio boss mafioso – tutti accenni, metafore e mezze parole.

A tutti i fan di Camilleri/Montalbano segnalo il simpatico sito Vigata, dedicato all’immaginario luogo d’ambientazione della serie. Una città probabilmente ispirata a Porto Empedocle, che la fiction televisiva ha, invece, ambientato a Ragusa.

Per visitare i luoghi si può scegliere come base un b&b a Ragusa Ibla, oppure pernottare a Punta Secca nella casa di Montalbano adibita a bed and breakfast.

Camilleri, La vampa d’agosto

“Il commissario invece era trapanato da una dimanda: non stava facenno una minchiata sullenne? Pirchì aviva acconsentito? Sulo pirchì nello spiazzo la calura non primittiva di discutiri? Ma quella era una scusa che si era data al momento. La virità era che a lui faciva piaciri assà aiutare quella piccotta che…”

Andrea Camilleri, La vampa d’agosto, Sellerio, 2006.

Camilleri, La vampa d'agostoAfa senza scampo su Vigata. Il cadavere di una ragazza trovato dopo sei anni all’interno di un villino abusivo. Il rapporto con Livia in grave crisi, tanto che il Commissario Montalbano cuoce a fuoco lento nella gelosia mentre la fidanzata se ne sta in barca con un fantomatico cugino Massimiliano.

Montalbano sembra avere fin dall’inizio l’intuizione giusta per venire a capo del mistero ma la vicenda si complica, si attorciglia e ritorna al punto di partenza. Colpa della vampa d’agosto, che offusca la razionalità e accende le passioni. Colpa dell’età che avanza e di una picciotta di ventidue anni con gli occhi azzurro cielo e i capelli d’oro.

Con la consueta fluidità di scrittura, in cui si amalgamano sorprendentemente siciliano e italiano, Andrea Camilleri da vita all’ennesimo capitolo della saga di Montalbano, uno tra più riusciti per l’ironia, il mistero, qualche riferimento polemico alle vicende poltiche italiane, i dialoghi irresitibili tra il commissario e Catarella. Il tutto condito con tanto amore per la terra e la cucina di Sicilia. Ricetta ampiamente rodata, che funziona a meraviglia.

Chi volesse approfondire la conoscenza dei luoghi in cui sono ambientate le storie del commissario più famoso d’Italia dovrebbe tener presente che, diversamente da quanto si dedurrebbe dal Montalbano televisivo, ambientato a Ragusa Ibla e dintorni, la cittadina di Vigata è il nome immaginario di Porto Empedocle, cittadina natale di Andrea Camilleri situata in provincia di Agrigento, sulla costa meridionale della Sicilia.


Porto Empedocle su Google Map