Sacks, L’isola dei senza colore

Sacks, L'isola dei senza colore

“Pohnpei non era l’ennesimo atollo corallino piatto sul mare, ma un’isola montagnosa, con cime che s’inpennavano verso il cielo, fino a celarsi tra le nubi. I ripidi pendii erano avviluppati da una fitta giungle verde; corsi d’acqua e cascate ne segnavano i fianchi. Più in basso, tutto intorno a noi, c’erano dolci colline, alcune delle quali coperte da coltivazioni, che verso la costa lasciavano il passo alle mangrovie; più oltre, la barriera corallina”

Oliver Sacks, L’isola dei senza colore, Adelphi, 1997

Sacks, L'isola dei senza colore

In L’isola dei senza colore (e l’isola delle Cicadine) Oliver Sacks (famoso neurologo inglese, di cui consiglio anche l’interessantissimo L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello) racconta due suoi differenti viaggi negli atolli della Micronesia.

Il primo viaggio nelle isole Caroline: a Pingelap e, poi, nella verde isola di Ponphei, sulle tracce della comunità degli acromatopsici, soggetti affetti da una patologia genetica, normalmente rara, ma qui molto diffusa, che, tra le altre cose, li priva della percezione del colore.

Il secondo viaggio nelle isole Marianne: a Guam (un’isola tutt’ora sotto la giurisdizione statunitense e sede di una base militare) e nella vicina Rota, indagando una strana e crudele malattia, il lytico-boding.

Pohnpei, MicronesiaMa non crediate che questo sia solo un diario-medico. Tutt’altro! Sacks è un uomo dalla cultura sterminata e dalla narrazione vivace, che sa coniugare l’interesse del neurologo con appassionate descrizioni naturalistiche, una viva curiosità antropologica e l’entusiasmo del viaggiatore. Memorabile la pesca notturna a Pingelap, la visita al Nan Madol (le maestose rovine di una città risalente al 1200) a Pohnpei e l’escursione nella foresta di Rota, in cui attraverso la storia di piante come la cicladina si viene guidati fino all’origine del mondo.

Impossibile leggere L’Isola dei senza colore senza desiderare di partire immediatamente per quel paradiso terrestre che – purtroppo, solo in parte – è ancora la Micronesia; assolutamente sconsiderato partire senza averlo letto.


Micronesia – Google Map

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