Paolo Rumiz, E’ Oriente

Che cos’è l’Europa? E’ Oriente…

E’ Oriente di Paolo Rumiz è uno dei migliori libri di viaggio che ho letto negli ultimi anni, che mi sento di consigliare soprattutto a chi

  • non sa indicare su una mappa dell’Europa dove si trova la Moldavia,
  • non è sicuro di conoscere la differenza tra Slovenia e Slavonia,
  • non ha mai capito se si dice Kòsovo oppure Kossòvo.

Come il grande Ryszard Kapuściński, Rumiz fa il giornalista, ma la sua vocazione è quella di viaggiatore. E leggendo si comprende quel che è banale per il viaggiatore ma incomprensibile per il turista. Che poco importa se vai a Timboctou o a Bassano del Grappa, perché il viaggio è innanzitutto una dimensione dell’anima che si nutre di lentezza, curiosità, disponibilità.

Ovunque si trovi, la bussola di Paolo Rumiz indica l’oriente. Istanbul e Novi Sad, Vienna e Trieste. Moravia e Bielorussia. Bari e Sarajevo. Il Danubio e la Drina. Oriente d’Europa.

Ma dov’è l’Europa? si chiede Rumiz in Piazza Venceslao a Praga, fra orde di turisti e imbroglioni.

Non qui. questo postaccio mi fa orrore. Devo cercare a oriente. E se ha ragione Havel, se davvero l’Europa è il luogo dove i popoli si addensano, allora anche i muezzin di Sarajevo sono Europa, anche i monasteri sui monti della Moldavia, anche i villaggi sperduti degli ebrei bielorussi, anche il fulvo microcosmo oltre i Tatra. Anche Istanbul. “

6 pensieri riguardo “Paolo Rumiz, E’ Oriente”

  1. Una delle poche ragioni per cui nonostante tutto mi ostino a comprare e leggere Repubblica é la presenza fra le sue pagine degli articoli di coloro che considero i piu’ grandi giornalisti italiani. Il primo é Gianni Mura, il secondo Paolo Rumiz. Ogni anno, ogni giorno di Agosto su Repubblica esce il racconto di una tappa di uno dei suoi fantastici viaggi : in bici da Venezia a Istanbul, attrraverso le Alpi, in topolino sugli Appennini da Ventimiglia alla Calabria, la Transiberiana fino a Vladivostok. Quest’anno forse il piu’ bello lungo la frontiera orientale dell’Unione Europea dal Mar Glaciale Artico al Mar Nero, da Kirkenes in Norvegia fino a Odessa in treno e in autobus. Sono pezzi di letterattura di viaggio meravigliosi, la Carelia, la Kamchatka, la Bielorussia, i Carpazi. Un inno al viaggio ed all’ospitalità del popolo russo. E’ molto appropriato il paragone con Ryszard Kapuściński che d’altronde lo stesso Rumiz definisce come il piu’ grande reporter del XX secolo. Uguale é la capacità di vivere nel viaggio, di entrare in sintonia col territorio e con la gente spogliandosi di ogni possibile pregiudizio.

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